Monitoraggio GPP per i Comuni Virtuosi


L’associazione nazionale Comuni Virtuosi ha deciso di avviare una rendicontazione puntuale dell’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’anno di riferimento 2017: l'azione di monitoraggio sarà realizzata da Punto 3, con il supporto di Ecopneus e di Sumus Italia.

Anche se il monitoraggio è previsto dal Nuovo Codice dei Contratti Pubblici, le informazioni tuttora raccolte sono frammentate e non omogenee: questa la motivazione alla base dell'iniziativa, che coinvolgerà gli oltre 100 mebri dell'associazione su scala nazionale.

In Italia infatti il GPP è obbligatorio per le PA dal 2 febbraio 2016, con l’approvazione della Legge n. 221 del 28 dicembre 2015 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale 18 gennaio 2016, n. 13) - recante “disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali”.

L’obbligo è stato ribadito e ampliato con l’entrata in vigore del Codice degli Appalti (D.Lgs 50/2016): in particolar modo l’articolo 34 (comma 1, comma 2 e comma 3) stabilisce che le Pubbliche Amministrazioni hanno l’obbligo di inserire, per affidamenti di qualunque importo, i Criteri Ambientali Minimi (CAM) nelle categorie di forniture, di affidamenti di servizi e lavori in cui i CAM sono stati approvati. All’art. 213 si stabilisce, inoltre, che Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), avvalendosi dell'Osservatorio dei contratti pubblici, deve occuparsi del monitoraggio del grado di applicazione dei Criteri Ambientali Minimi negli appalti pubblici.

Il monitoraggio degli acquisti è necessario per quantificare i risultati ottenuti sia in termini ambientali sia in termini economici, poiché una politica di GPP concreta mira sia alla riduzione degli impatti ambientali che alla razionalizzazione della spesa e dei consumi della Pubblica Amministrazione.

“Conoscere è sempre il primo passo per programmare nuove azioni, verificare se quanto previsto in precedenza sta portando risultati concreti o se occorre invece aggiustare il tiro – dichiara il coordinatore dell’Associazione Marco Boschini -. L’introduzione dei criteri ambientali minimi non deve rimanere un’enunciazione di principi, ma una regola per tutti. Con questo studio vogliamo offrire ai decisori politici qualche elemento in più per insistere nella diffusione degli acquisti verdi”.

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